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Il Vagabond e Jovanotti: storia di un piccolo tabù infranto

Immaginate di scoprire che faccia ha la moglie del tenente Colombo, la formula della pozione di Panoramix o il contenuto della valigetta di Pulp Fiction. Immaginate dunque che venga svelato uno di quei misteri che la cultura più o meno nazionalpopolare ci ha proposto, talmente longevi da diventare a loro modo dei tabù, che stuzzicano la fantasia senza mai soddisfarla.

Forse senza rendersene conto, Jovanotti ha infranto nei mesi scorsi uno di questi tabù. Prima di intraprendere il Jova Beach Party, il tour sulle spiagge italiane accompagnato da lunghe discussioni sul loro impatto ambientale, ha pubblicato in un post su Facebook dello scorso maggio il Vagabond, il camminatore solitario in stile hippy, con la chitarra a tracolla e l’orizzonte davanti a sé. Qualcuno nella cerchia del cantante ha preso il personaggio, l’ha girato verso noi spettatori e gli ha applicato il volto disegnato di Jovanotti, scrivendo anche il nome sulla chitarra, per chiarire il concetto.

«L’adesivo del “vagabondo”. Se lo conoscete vuol dire che siete stati pischelli tra gli anni settanta e gli ottanta e questo vi colloca di diritto in una generazione MITICA! (…) Viva il vagabondo! Viva le feste in spiaggia! Viva la libertà!».

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